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1,000,000€ per GlassUp UNO Sport

26 novembre 2017

Primavera, stagione di successi

La scorsa primavera si è rivelata carica di successi per GlassUp, la start up modenese
specializzata nella progettazione e realizzazione di visori a realtà aumentata. Il processo di crescita aziendale
aveva già registrato due milestone fondamentali questo inverno: la positiva chiusura della campagna di
crowdfunding (250,000€ a fronte del 10% di equity) e la presentazione ufficiale dei nuovi visori a realtà
aumentata per applicazioni industriali, GlassUp F4, presso la sede modenese di Confindustria Emilia. A
confutare la tesi che aprile (con maggio) sia il più crudele dei mesi, ecco altre due eccezionali vittorie incassate
dal team di innovatori emiliani: l’accettazione da parte degli uffici della Commissione Europea della
richiesta fondi tramite bando SME-2 Instruments Horizon 2020 e la vittoria nella lunga querelle legale tra
GlassUp e il colosso di Mountain View, Google.

1,000,000€ per GlassUp UNO Sport

Lo scorso 18 maggio – tramite comunicazione ufficiale – la Commissione Europea ha annunciato la vittoria di
GlassUp alla call SME-2 Instruments Horizon 2020, a cui l’azienda aveva applicato presentando un progetto
incentrato sulla rivisitazione sportiva della tecnologia ottica già sviluppata per i GlassUp UNO. Nello specifico,
la proposta verteva su un restyling dell’occhiale dal punto di vista ergonomico per l’utilizzo su bicicletta o
durante attività di running. La domanda, presentata in collaborazione con la società di consulenza maltese
Ateknea, è stata valutata positivamente dalla Commissione in termini di capacità operativa aziendale,
innovazione, creazione di nuove opportunità di mercato e credibilità del know-how scientifico-tecnologico
di GlassUp. L’investimento (a fondo perduto) ammonterà a 1 milione di euro, e sarà erogato nell’arco di due
anni. Con questa iniezione di capitali, il computo finanziario aziendale – per una start up già rimarchevole –
aumenta ulteriormente, garantendo maggior solidità all’azienda e ricambiando la fiducia concessa dai
numerosi investitori. ll finanziamento SME Instruments in Fase 2 permette alle imprese di investire in attività
di innovazione come dimostrazione, testing, piloting, scaling up e miniaturizzazione, oltre a sviluppare
un business plan maturo per i prodotti. Le aziende vincitrici possono inoltre beneficiare di 12 giorni
di business coaching. Delle dieci imprese italiane vincitrici, ben cinque erano emiliano-romagnole. Oltre a
GlassUp riceveranno fondi europei Elettronica GF di Faenza, Topjet di Fiorano Modenese, Cogne Macchine
Tessili di Imola e Budri di Mirandola. Congratulazioni a tutti!

Una grande vittoria contro un grande avversario

Davide contro Golia è una storia sempre attuale, come dimostra la vittoria di GlassUp su Google. La start up
specializzata in smartglasses e realtà aumentata – assistita dalla società di consulenza modense Bugnion Spa
– dopo una faticosa bagarre contro il colosso di Mountain View è riuscita a ottenere la registrazione del
proprio marchio in tutte le classi merceologiche desiderate. Una storia iniziata nel 2012, quando GlassUp
aveva depositato presso l’U.I.B.M la domanda di registrazione del marchio denominativo “GlassUp”, per
contraddistinguere apparecchi tecnologici e, in particolare, strumenti ottici per la registrazione (classe 9)
nonché giocattoli e articoli vari per lo sport (classe 28). Google ha immediatamente presentato opposizione
chiedendo all’U.I.B.M. di respingere la domanda di registrazione del marchio “GlassUp”, in quando ritenuto
altamente confondibile con i propri marchi comunitari “GOOGLE GLASS” e “GLASS”, anch’essi utilizzati per
contraddistinguere apparecchiature tecnologiche (classe 9). L’U.I.B.M, in linea con le motivazioni mosse da
Google, ha parzialmente respinto la domanda di marchio “GlassUp” con specifico riferimento agli “apparecchi
per la registrazione, la trasmissione e la riproduzione dell’immagine”. GlassUp quindi, determinata ad
ottenere la registrazione del marchio per tutti i propri prodotti, ha depositato ricorso innanzi alla
Commissione dei Ricorsi. Dopo una serie di botta e risposta tra i rispettivi avvocati difensori, la Commissione
dei Ricorsi, accogliendo la tesi dei legali di GlassUp, ha ritenuto che il marchio di Google “GLASS”, utilizzato
per contraddistinguere “occhiali per la realtà aumentata”, debba ritenersi debole a fronte della sua portata descrittiva. Allo stesso tempo, quanto all’altro marchio posto da Google alla base della propria opposizione,
“Google Glass”, la Commissione dei Ricorsi ha ritenuto che il cuore del marchio sia unicamente il segno
supernotorio “Google” e non l’elemento descrittivo “Glass”. La Commissione dei Ricorsi, respingendo
l’opposizione del colosso americano, ha così accolto il ricorso di GlassUp accendendo luce verde alla
registrazione del marchio in tutte le classi merceologiche inizialmente richieste.