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A due mesi dalla chiusura dell’equity, GlassUp avanza nel processo di strutturazione interna ed inaugura un nuovo progetto

3 agosto 2018

Il 28 maggio si è chiusa la nostra campagna di equity crowdfudning lanciata su 200 Crowd. Più di 50 le persone che hanno creduto in noi e deciso di investire negli occhiali intelligenti pensati per uso industriale e professionale. Sono passati circa due mesi da quella data, mesi durante i quali, GlassUp non si è mai fermata ed è stata protagonista, al contrario, di un vortice di cambiamenti aventi come filo conduttore il processo di strutturazione intrapreso ormai da inizio anno.

Processo che sta puntando, anzitutto, sulle persone. Il team di GlassUp, che nel 2017 e nella prima parte del 2018, ha visto l’inserimento di figure specializzate nei reparti di ricerca e sviluppo, sta assumendo oramai un assetto ben definito anche a livello commerciale. A tutto questo ha dato una spinta proprio la raccolta fondi recentemente conclusa che ci ha consentito di inserire nel nostro organico un incaricato sales con l’obiettivo di implementare il nostro parco clienti anche attraverso incontri dimostrativi dedicati presso i siti aziendali delle compagnie interessate. Dopo anni interamente dediti alla ricerca e allo sviluppo del prodotto, con la stabilizzazione del device, è giunto il momento di spingere sul business development, facendo networking, acquisendo nuovi clienti e consolidando la nostra presenza sul mercato italiano, con prospettive di espansione anche all’estero.

Il processo di crescita interna ha riguardato, tuttavia, anche il reparto produttivo, non solo dal punto di vista delle risorse- quest’anno sono state inserite ben tre figure tra cui un COO – ma anche dal punto di vista strutturale. Lo scorso mese, infatti, è stata inaugurata la nuova area produzione attrezzata con una stazione per il montaggio e l’esecuzione di test funzionali del prodotto finito, costituita da una struttura antistatica per la movimentazione dei componenti elettronici in sicurezza e con rulliere a gravità per la gestione dei lotti secondo la logica FIFO. Il progetto della stazione, in grado di supportare una produzione annuale di circa mille pezzi, è stato sviluppato applicando tecniche di Lean Manufacturing tra cui 5S, Kanban e Visual Management ai fini di ottimizzare la capacità produttiva, il corretto bilanciamento delle risorse e garantire ampia flessibilità del mix di prodotti. E per il futuro, parallelamente ad un aumento della produzione, prevediamo di diventare sempre più lean.

Di certo, uno dei progetti che più ci ha coinvolti negli ultimi mesi ha riguardato l’applicazione della realtà aumentata al mondo edile. CEA, Cooperativa Edile Appennino con sede a Calderara di Reno (BO), ha deciso di puntare sull’industria 4.0 e ha vestito cinquanta maestranze di altrettanti occhiali. Obiettivo? Ottimizzare la manutenzione delle infrastrutture sfruttando la funzione di assistenza in remoto dell’occhiale. Sarà così possibile per il caposquadra, monitorare a distanza i lavori in cantiere e fornire agli operatori che indossano il nostro wearable, indicazioni chiare e puntuali in merito agli interventi manutentivi da attuare. Tutto questo tramite chiamate vocali o segnalazioni fatte graficamente sulla foto che, l’operatore scatta e il caposquadra, in diretta, riceve sulla dashboard e modifica graficamente dal proprio computer.

Raggiungere questi traguardi ha rappresentato per noi motivo di grande orgoglio ed è stato possibile, non solo grazie al lavoro del nostro team, ma anche grazie ai bandi europei vinti (ben due Horizon 2020 del valore complessivo di 1 milione e 400 mila euro nell’ultimo anno e mezzo) e al supporto fornito proprio dai nostri investitori. Sono ancora tanti, tuttavia, i progetti che abbiamo in serbo per il futuro: tutti nell’ottica di un consolidamento della nostra realtà in Italia e all’estero.