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Realtà Aumentata e Realtà Virtuale: facciamo chiarezza

25 ottobre 2018

Le moderne tecnologie informatiche hanno reso a portata di pochi click una quantità potenzialmente infinita di informazioni. L’interazione con un simile volume di dati, tuttavia, spesso avviene ancora mediante desktop o device che confinano decisioni e azioni dell’utente al di là dello schermo o che non sono specificamente progettati per uso industriale. Realtà aumentata e realtà virtuale giungono allora in soccorso, ponendosi al centro della cosiddetta quarta rivoluzione industriale. Benché la diffusione di questi termini stia aumentando esponenzialmente, tuttavia, i due concetti vengono spesso ancora sovrapposti o confusi. Potrebbe essere utile, allora, fare un po’ di chiarezza.

La realtà virtuale

Se ne sta parlando diffusamente solo da pochissimi anni ma l’origine del primo visore VR risale al 1968. Il termine Virtual Reality, invece, viene coniato solo negli anni 80, quando Jaron Lanier, uno dei pionieri in questo campo, fonda la VLP Research (Virtual Programming Languages, “linguaggi di programmazione virtuale”). Ma in cosa consiste la VR? La peculiarità della tecnologia a realtà virtuale consiste nella riproduzione di una realtà immersiva totalmente alternativa a quella sensibile. Ciò avviene grazie ad un visore che isola completamente l’user dall’ambiente circostante. Diverse le applicazioni. In primis in ambito gaming ma anche nell’ambito della valorizzazione del patrimonio artistico-culturale. Tra i due, questo è il settore più esplorato a livello consumer anche se trova utilizzo anche in ambito B2B (basti pensare ad un costruttore edile che sfruttando la realtà virtuale può visualizzare le caratteristiche di un determinato edificio prima di avviare i lavori). Secondo l’International Data Corporation (IDC) Worldwide Quarterly Augmented e Virtual Reality Headset Tracker, le vendite, a livello mondiale, di visori per realtà virtuale sono diminuite del 33,7% su base annua nel secondo trimestre del 2018. Questa inflessione sarebbe però dovuta ad un calo delle vendite dei visori senza display che, essendo i meno costosi, hanno attirato l’attenzione sulla realtà virtuale attraendo inizialmente l’attenzione di un vasto pubblico di massa. Questa battuta d’arresto sarebbe però temporanea. IDC rivela infatti che per il 2022 è previsto un vero e proprio boom di vendite, sia per il mercato di visori VR che per quello AR.

La realtà aumentata

La tecnologia della realtà aumentata si basa sull’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, generalmente convogliate elettronicamente, che altrimenti non verrebbero percepite con i cinque sensi. Sebbene l’origine della tecnologia AR sia comune a quella della VR (i primi visori AR furono infatti ideati sempre nel 1968, ancora una volta ad opera di Ivan Sutherland), realtà aumentata e virtuale si basano su principi completamente diversi. Infatti, i visori AR non prevedono l’isolamento totale dall’ambiente circostante, al contrario necessitano invece che l’utente continui a mantenere il contatto visivo con la realtà sensibile, mentre il visore sovrappone alla realtà tangibile informazioni aggiuntive e di valore. Inizialmente utilizzata in ambito militare, alla fine del primo decennio degli anni 2000, la realtà aumentata ha cominciato a diffondersi anche tra il grande pubblico, soprattutto grazie ad un numero sempre crescente di applicazioni per smartphones. In ambito B2B, invece, è in crescita l’utilizzo di visori a realtà aumentata che, con una logica hands-free permettono agli operatori di lavorare in tutta sicurezza. Il caso d’uso principe, nelle imprese, è quello della manutenzione di impianti e macchinari. Basti pensare alla frequenza di tutte quelle operazioni di manutenzione che richiedono la lettura di manuali di istruzione (cartacei o digitali) o addirittura l’intervento di tecnici esperti con le relative dispendiose trasferte di lavoro. La realtà aumentata è in grado di rendere questi procedimenti molto più snelli e rapidi. Ed è proprio per operazioni di manutenzione, anche da remoto, che GlassUp ha progettato e lanciato sul mercato i visori AR GlassUp F4 che, in coppia con una dashboard di controllo, consentono di monitorare da lontano operazioni manutentive che richiedono la guida o la supervisione di tecnici altamente qualificati. GlassUp si prefigge proprio l’obiettivo di ottimizzare i processi produttivi delle aziende rivoluzionando il modo di fare assistenza. Eccellenti le previsioni di mercato. Secondo l’IDC tra 5 anni saranno oltre 68 milioni i visori AR e VR venduti.